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mercoledì 23 luglio 2014

PERCHE’ LA ROMA NEL 2014-2015 PARTE FAVORITA
La congiuntura astrale sembra favorevole. Squadra, potere politico, situazione delle altre e allenatore: tutto sembra arridere alla Roma. Occhio a radio, media e ambiente romano: se si confermano i passi avanti del 2014, si può vincere. I problemi? La storica maturità da grande sempre mancata e il pericolo ultras…
·        SQUADRA La squadra che sta costruendo Sabatini, è la più forte del campionato. Senza dubbio. E poi è l’unica grande, insieme al Napoli, che non ha interrotto il suo progetto e lo sta anzi perfezionando. Con la Juventus che con Allegri perderà inevitabilmente smalto, un Milan in rampa di lancio ma comunque distante e un’Inter che pare non voler essere né carne né pesce, sono Roma e Napoli le favorite del campionato, con i giallorossi indubbiamente in vantaggio. La fame di vittorie di Totti (che potrebbe diventare il primo romanista a vincere due volte a Roma), di De Rossi, l’esperienza di gente che ha vinto (Maicon, Cole) e la voglia di primeggiare di gente come Pjanic e Iturbe. E la difesa, più forte di quella napoletana. Nell’organico, è la Roma più forte dal 2001 in poi. Soprattutto, per la prima volta dopo tantissimi anni potrebbe partire in pole position.
·        POTERE POLITICO Sabatini sta facendo un ottimo lavoro su questo punto di vista: da un triennio, riesce sempre a metterla in saccoccia alle grandi storiche in fatto di mercato (Balzaretti, Destro, Strootman, Ljajic, Nainggolan, Iturbe) e nel 2013 è stato persino vicinissimo a strappare un tecnico al Milan, salvo poi subirne il ripensamento (ma guadagnandoci lo stesso). Questo sta comportando l’acquisizione di potere politico in fatto di mercato (negli anni dei Sensi, i giallorossi dovevano sempre pescare sulle seconde scelte), nonché sta permettendo alla Roma di avere delle società amiche, cosa che ai Sensi non è quasi mai riuscita.
·        GARCIA Basta la parola.
·        LE ALTRE Se non ce ne sono più forti, è l’anno della Roma. La storia dice questo: è una squadra destinata a stare nei piani altissimi, ma non a primeggiare sempre: da sempre, i giallorossi soffrono la maggiore forza altrui. Stavolta, pare che, come nel 2000, nessuno possa considerarsi più forte della Roma. Insomma, la congiuntura astrale per il quarto scudetto giallorosso pare materializzarsi…
PUNTI CRITICI
·        LE RADIO Si sa, vincere a Roma è complicatissimo, anche perché l’ambiente romano assomiglia ad un grosso cortile, dove c’è Tizio che dice una cosa, Caio un’altra e Sempronia un’altra ancora. Le voci si uniscono, diventano confuse e, se non si sta attenti, arrivano a toccare la squadra, i singoli giocatori… E c’è sempre qualche malintenzionato pronto a far trapelare cose che non vanno fatte trapelare oppure addirittura a inventare notizie… La società Roma, da quando è guidata da Pallotta, poi, si è fatta tanti nemici… Insomma, se si spengono le radio, a Roma si può vincere. Ma già l’anno scorso qualcosa di buono è stato fatto.
·        IMPORTANZA MEDIATICA Oltre che alle radio, bisognerà tapparsi le orecchie per le voci fuori Roma: i giallorossi non sono una piazza mediatica di così grande importanza, paradossalmente, e gli spifferi da Milano possono fare addirittura più male di quelli che ci sono già in casa, vedi il caso-Destro… Qui la Roma società può far poco. Ad ogni modo, anche qui l’anno scorso abbiamo visto tempi di reazione sufficientemente positivi. Se si continua su questa strada, a Roma si può vincere.
·        FATTORE PSICOLOGICO “ALLA ROMANA” A Roma ci si esalta facilmente e ci si deprime facilmente. Non è una frase fatta, è un dato di fatto. Ma anche qui, lo scorso anno, abbiamo visto cose positive, come la reazione della squadra ai tonfi con Juve e Napoli: se si continua su questa strada, si può vincere.
LE DOLENTI NOTE
·        MATURITA’ DA GRANDE Da 33 anni la vera alternativa alle storiche grandi, da 14 anni stabilmente ai vertici della classifica. Ma mai matura per essere grande e per sorreggere lo stress di una lotta scudetto per due anni consecutivi. Lo dice una statistica: dopo i secondi posti del 2002, del 2004, del 2008 e del 2010 (non considero il 2007), i giallorossi sono puntualmente crollati nell’anno del salto di qualità, come se l’anno precedente avessero lottato per lo scudetto per la prima volta. Tra il 2000 e il 2002 la Roma ha lottato per il titolo due anni di fila, ma il primo è stato anno tricolore… Se la Roma abbandonerà le sue sembianze di provinciale occasionalmente grande, e acquisirà quelle di grande vera (quale è) e confermerà prestazioni e classifica del 2013-2014, allora si potrà vincere. Se avrà la solita pausa di un anno, al massimo arriverà seconda tra due anni… Essere grandi, vuol dire essere abituati ad esserlo sempre.
·        GLI ULTRAS Ahia… Si sa, vincere a Roma è complicatissimo, anche perché Roma è una piazza troppo calda. Il centro delle manifestazioni, della politica e di tutto, è tutto a Roma. E allora si fa politica anche estrema, e la si fa anche in curva. Una partita di calcio a Roma non è una partita, è una vera manifestazione. Poi se c’è il derby o Roma-Napoli, apriti cielo… Il caso del povero Esposito, poi, non ha fatto altro che accendere gli animi e creare una guerra assurda, inutile, senza alcun senso… Se il fenomeno della violenza si limitasse fino ad estinguersi (una legge che rendesse illegali gli ultras, invece delle minchiate tipo DASPO e tessere, sarebbe l’ideale), la Roma potrebbe contare sui suoi veri tifosi per tutto il campionato. Ci sarebbe più serenità. E allora si potrebbe vincere.

Insomma, di essere potrebbe essere l’anno buono. Ma guarda un po’ che posto è Roma: rileggete punti favorevoli e contrari e capirete quanto sia difficile vincere uno scudetto nella Capitale… In quale altro posto al mondo, per vincere ci vuole una congiuntura astrale così grande?

mercoledì 15 dicembre 2010

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